SAN GIULIANO TERME, IL SINDACO CECCHELLI: ”NECESSARIO METTERE IN SICUREZZA IL BACINO DEL FIUME MORTO”.

Scritto da il 20 Gennaio 2026

VENERDI SCORSO RIUNIONE OPERATIVA IN COMUNE
Il sindaco Cecchelli: “Fondamentale il coinvolgimento di Genio Civile e Regione in quanto enti competenti”. Il sostegno del consigliere regionale Trapani.

Al via un piano straordinario di pulizia delle caditoie dei centri abitati interessati dagli allagamenti. E a Primavera anche gli interventi del Consorzio Basso Val d’Arno.

SAN GIULIANO TERME (martedì 20 gennaio 2026) – Non è ancora una road map. Ma lo diventerà presto. O quanto meno questa è l’intenzione delle istituzioni e degli enti che venerdì mattina (16 gennaio) si sono ritrovate attorno allo stesso tavolo nel palazzo comunale di San Giuliano Terme. L’obiettivo lo ha messo a fuoco il sindaco Matteo Cecchelli: “E’ necessario avviare quanto prima un percorso per la messa in sicurezza del fiume Morto e del suo bacino, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto – ha spiegato- perché si ripeta quanto accaduto a fine novembre scorso, problematica, per altro, che interessa anche una porzione importante del territorio del comune di Pisa, fino ad arrivare al quartiere di Porta a Lucca”.
A San Giuliano Terme fra lunedì 24 e martedì 25, infatti, in un lasso di tempo limitato, il pluviometro di Metato contò quasi 110 millimetri d’acqua, con conseguenti allagamenti nei centri abitati della stessa Metato ma anche Ghezzano, San Martino a Ulmiano e Sant’Andrea in Pescaiola ed esondazioni di fossi e e altri corsi d’acqua nelle coltivazioni vicine, alcune delle quali veri e propri fiori all’occhiello dell’agricoltura del lungomonte.
E’ per evitare che situazioni del genere possano ripetersi, che venerdì scorso Cecchelli ha invitato in comune, per una prima riunione operativa, Maurizio Ventavoli, presidente del Consorzio Basso Valdarno, cui è affidata la manutenzione ordinaria di buona parte del bacino del fiume Morto, ma anche Marco Pacini, presidente provinciale di Coldiretti e alcuni agricoltori che hanno subito le conseguenze delle piogge intense di novembre, il consigliere regionale Matteo Trapani e il consiglieri comunali del Pd Raffaele Matteoni (capogruppo), Federico Mugnai e Andrea Garfagnini.
Obiettivo di medio periodo, ma fondamentale, è la messa in sicurezza dell’intero bacino del fiume. “Per quello – ha spiegato il primo cittadino – sarà necessario il coinvolgimento degli enti competenti, ossia Regione e Genio Civile, che coinvolgeremo nelle prossime settimane”. Da qui anche la presenza alla riunione del consigliere regionale Trapani: “Sicuramente mi farò carico di sostenere le istanze del territorio sui tavoli dell’amministrazione regionale, convinto che verranno accolte”.
Nel frattempo, però, si metterà in moto anche la macchina delle manutenzioni dell’amministrazione comunale e Consorzio Basso Val d’Arno. “A breve partirà un piano straordinario di pulizia delle caditoie dei centri abitati che, nel novembre scorso, hanno dovuto fare i conti con gli allagamenti” ha annunciato il primo cittadino. E, appena le condizioni meteo lo consentiranno, si aggiungerà anche l’intervento del Consorzio: “Per mandato istituzionale ci occupiamo di manutenzioni ordinarie dato che quelle straordinarie sono di competenza del Genio Civile ma assicuro che con l’inizio della Primavera avvieremo un piano d’analisi approfondito del reticolo secondario del fiume Morto, che riguarderà anche la qualità dei terreni – ha aggiunto Ventavoli -, a cui seguirà un programma di manutenzioni dettagliato e basato proprio sui risultati delle analisi”.
Sulla messa in sicurezza del fiume Morto ha le idee chiare il presidente provinciale di Coldiretti Marco Pacini: “Le criticità sono legate soprattutto al cambiamento climatico perché con piogge così intense e violente, il reticolo idrico semplicemente non regge e le esondazioni sono inevitabili: va dragato il fiume e anche i fossi circostanti’’.

Nella foto: un’immagine degli allagamenti del novembre scorso


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