Gioco del Ponte, donazione di armatura originale degli anni ’30 del Novecento.

Scritto da il 26 Febbraio 2026

Sarà esposta nella nuova Mostra permanente delle tradizioni in palazzo Gambacorti. Bedini: «Ringrazio il donatore Paolo Lanini e invito altri a seguire l’esempio per arricchire l’esposizione»

Pisa, 26 febbraio 2026. La Mostra permanente delle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, allestita dal 2024 nella sala Moschini al piano terra di palazzo Gambacorti, si arricchisce di un nuovo importante oggetto che racconta la storia del Gioco del Ponte: un’armatura di cavalleria risalente agli anni Trenta del Novecento. L’armatura è stata donata da Paolo Lanini ma in origine era appartenuta a Giulio Buoncristiani che fu tra i pisani designati nel 1934 di provvedere al ripristino del Gioco del Ponte e che nella prima edizione del 1935 ricoprì anche il ruolo di Capo dei Giudici di Campo.

Stamani, in sala delle Baleari, Filippo Bedini, assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, Antonio Pucciarelli, consigliere delegato per i materiali del Gioco del Ponte dal Consiglio degli Anziani, e Paolo Lanini, hanno presentato la nuova acquisizione.

«Compio questo omaggio a Pisa – ha detto Paolo Lanini – nella speranza che anche altri proprietari di cimeli di questo genere possano fare lo stesso, restituendo alla comunità oggetti di valore storico. Pur non essendo nato a Pisa, qui sono arrivato da bambino, subito nel Dopoguerra, quando la città era martoriata. A Pisa ho studiato, qui sono nati i miei figli e i miei nipoti e ho svolto la mia attività imprenditoriale. Dunque, donare alla mia città questo cimelio è un gesto naturale, perché venga esposto nella Mostra permanente della storia e dell’identità di Pisa. Non posso, in questa circostanza, non ricordare il mio socio e mentore, Renato Buoncristiani, che ha portato lustro alla città di Pisa e che, alla sua morte, mi ha lasciato questa armatura».

«Da quando abbiamo allestito la Mostra permanente della storia e dell’identità di Pisa – ha detto l’assessore alle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa, Filippo Bedini – abbiamo registrato grande interesse e ricevuto materiali che ben si prestano ad essere esposti in questo spazio. Chi scende nella sala dell’ex Anagrafe, dove il museo è stato inaugurato circa un anno e mezzo fa, può vedere che sono ancora in corso lavori per l’ampliamento anche alla sala adiacente dell’esposizione, per un allestimento ancora più grande e ricco. Riteniamo infatti che questo sia uno spazio strategico, su cui l’Amministrazione ha voluto investire per rendere finalmente visibili tesori che per troppo tempo sono rimasti nei depositi comunali. Ma questi tesori non si trovano solo nei magazzini pubblici: molti cimeli storici sono di proprietà privata. Da quando abbiamo reso nota la possibilità di esporli e condividerli con la comunità, alcuni cittadini hanno scelto di compiere un gesto di grande generosità, donando beni di valore storico. Oggi tra questi benefattori entra anche il signor Paolo, che ha deciso di consegnare al Comune un’armatura legata alla tradizione del Gioco del Ponte, affinché possa essere restaurata e messa a disposizione di cittadini e turisti. Presentiamo quindi un pezzo importante, un’armatura riconducibile al periodo antecedente la Seconda guerra mondiale, attualmente bisognosa di restauro. Per questo abbiamo scelto di esporla in abbinamento a un’armatura coeva, già restaurata e visibile in tutto il suo splendore. Donare un bene all’Amministrazione significa restituirlo all’intera comunità, per questo ringrazio il signor Paolo, nell’auspicio che questo esempio possa essere seguito da altri cittadini che contribuiscano ad arricchire ulteriormente il patrimonio storico di tutti».

Antonio Pucciarelli, consigliere delegato per i materiali del Gioco del Ponte dal Consiglio degli Anziani, ha poi fatto una descrizione minuziosa dell’oggetto e della sua storia legata alla famiglia Buoncristiani. L’armatura venne commissionata dall’ingegner Giulio Buoncristiani, tra i protagonisti della ripresa del Gioco del Ponte nel 1935, e successivamente ereditata dal figlio Renato, che la conservò per anni nel proprio studio. Nel 2009 fu donata all’amico e socio Paolo Lanini, e da oggi è trasferita definitivamente al Comune di Pisa.

Descrizione dell’armatura. Risulta una Armatura “Ordinata” a “Tre Quarti” in ferro al naturale, di forgia secentesca, riconducibile all’uso del Gioco del Ponte di Pisa, del periodo ante guerra, di produzione toscana del terzo decennio del XX Secolo, composta dalle seguenti parti; Elmo chiuso con vista a campo aperto, gorgiera, dorso con petto a lame, paio di cosciali da cavallo collegati a schinieri sani, coppia di Arnesi di Braccio comprendenti spallacci, cubitiere e cannoni di avambraccio, mitteni completi e parasotto articolato. Striscia da lato con elsa a gabbia a 3 Ponti.
L’armatura al momento del ritiro, si presentava montata su manichino articolato in legno, vestito con Sottocorpo in tessuto di pilor paonazzo con pantalone alla “gigotte” calze in lana e calzature in pelle.
L’armatura presenta una marcata presenza di ruggine e le attaccaglie in cuoio necessitano di una accurata fase di rifacimento e opera di restauro, per cui non è stato pensabile una esposizione in verticale sul proprio manichino, anch’esso bisognoso di restauro, pertanto abbiamo preferito presentarla in abbinata ad una armatura coeva, eseguita dalla stessa bottega fiorentina, che si diversifica solamente per la presenza di alcuni “articoli” in linea stilistica unitaria.
Il valore si aggira intorno a 8 mila Euro, ma a prescindere dal valore intrinseco, il valore di tale manufatto si identifica, oltre che nella particolare tipicità di composizione, l’armatura a tre quarti, tipica della Cavalleria pesante del secolo XVII, non presentava alcuni articoli, fra cui gli “schinieri sani” e i “mitteni”, che invece in questa risultano presenti, rendendola quindi molto atipica ma pochissimo diffusa, potremmo così azzardare che questa armatura tramanda una proprio passato particolare,
Colui che ne era il possessore originario e che probabilmente ne commissionò la forgiatura, fu l’ingegner Giulio Buoncristiani, il quale fu uno degli esponenti politici pisani, designati nel 1934, dall’O.N.D. del Partito Nazionale Fascista, di provvedere al ripristino del Gioco del Ponte del 1935 e che nella neonata manifestazione, ricoprì anche il ruolo di Capo dei Giudici di Campo.
Il figlio Renato, già vicepresidente di Confindustria, alla morte del padre eredita l’armatura che staziona per anni nel suo studio presso la ditta di costruzioni Sticea, di cui ne era uno dei titolari e nel 2009, un anno prima della sua scomparsa, viene ceduta in proprietà all’amico e socio, Paolo Lanini, che ha espresso il desiderio di donarla, in modo permanente, al Comune di Pisa, al fine di andare ad implementare il Museo delle tradizioni della storia pisana.

La Mostra permanente delle tradizioni della storia e dell’identità di Pisa si trova al piano terra di Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa, in Piazza XX Settembre 1, ed è visitabile gratuitamente dal lunedì al sabato dalle 09 alle 13 e della 14.00 alle 17.30.


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