Giornata della Memoria a Pisa: la cerimonia nell’area verde Raffaello Menasci con la testimonianza di un sopravvissuto delle persecuzioni razziali e l’intervento musicale degli studenti.
Scritto da RICEVUTO IN REDAZIONE il 27 Gennaio 2026
Sindaco Conti: “La memoria collettiva ha bisogno di essere coltivata, studiata, conosciuta e condivisa da tutti”
Pisa, 27 gennaio 2026. Si è tenuta oggi, martedì 27 gennaio, a Pisa la cerimonia per celebrare il Giorno della Memoria, istituito con la legge del 20 luglio 2000 dal Parlamento Italiano che ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto durante la Seconda guerra mondiale. La cerimonia, che si è tenuta nell’area verde Raffaello Menasci dove è stata collocata lo scorso anno la stele commemorativa dal titolo “Promemoria” dell’artista Andrea D’Aurizio, ha visto la partecipazione di Michel Auerbac, sopravvissuto alle persecuzioni razziali e l’esecuzione di brani musicali da parte del coro e orchestra dell’Istituto Comprensivo “Tongiorgi”. L’evento, coordinato dall’assessore alla scuola del Comune di Pisa Riccardo Buscemi, è stato organizzato dal Comune di Pisa, con la collaborazione di Prefettura di Pisa, Provincia di Pisa e Comunità Ebraica di Pisa.
Prima dell’ascolto della testimonianza di Auerbac e dell’esecuzione dei brani musicali, si sono tenuti i saluti istituzionali con interventi di Michele Conti, Sindaco di Pisa, Concetta Barbara Pugliese in rappresentanza del Prefetto di Pisa, Massimiliano Angori, Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Gottfried, Presidente della Comunità Ebraica di Pisa, Bruno Possenti, Comitato provinciale Pisa ANPI, Fulvio Mozzachiodi in rappresentanza di Aned e Sonia Di Giorgio in rappresentanza dirigente scolastico provinciale. Presenti numerose autorità civili e militari cittadine, rappresentati delle istituzioni, degli istituti scolastici e delle associazioni.
Di seguito l’intervento del sindaco di Pisa Michele Conti:
“Rivolgo il mio saluto a tutti i presenti, al Prefetto, al presidente della Provincia, ai consiglieri comunali, al presidente della Comunità ebraica, ai presidenti di Anpi e Aned, al Dirigente scolastico, alle autorità civili e militari.
Un saluto e un ringraziamento particolare a Michel Auerbac per essere presente qui oggi con noi e condividere i suoi ricordi, ai ragazzi del coro dell’Istituto Tongiorgi e ai loro docenti per il loro prezioso contributo musicale. Un saluto infine a tutti i cittadini che non hanno voluto mancare di partecipare a questo appuntamento che, come gli scorsi due anni, da quando abbiamo cambiato la toponomastica della città, inserendo al posto di via D’Achiardi la denominazione di via “Giusti tra le Nazioni”, abbiamo convocato qui per celebrare la Giornata della Memoria.
Un cambiamento di denominazione della via, che è stato il risultato di un percorso condiviso, di una grande discussione pubblica a livello cittadino, che ha avuto il preciso obiettivo di riconoscere le gravi responsabilità dell’allora rettore dell’Università di Pisa, in particolare nei confronti della espulsione di studenti e docenti ebrei dell’Ateneo Pisano. Un atto di risarcimento morale dovuto verso tutte le donne e gli uomini che anche qui a Pisa subirono gravi ingiustizie, l’espulsione dai luoghi pubblici, della scuola e del lavoro, persecuzioni, deportazioni e infine la morte.
Lo scorso anno abbiamo inaugurato la stele commemorativa dal titolo “Promemoria”, offerta dall’artista Andrea D’Aurizio, proprio per ricordare a tutti quanti che cosa accadde anche nella nostra città a studenti e docenti, cacciati dall’Università solo perché di religione ebraica. Un blocco di pietra in marmo di Carrara, con scolpiti un libro aperto e una serie di figure in altorilievo che si librano nell’aria. Un messaggio che vuole ricordare a tutti che il dominio della dittatura iniziò proprio dalla occupazione dei luoghi di cultura, le Università producendo in seguito la scomparsa in Europa di milioni di ebrei. Una tragedia che colpì anche tanti ebrei italiani e pisani.
Quest’anno abbiamo inserito all’interno delle celebrazioni, l’allestimento di una mostra nell’atrio del Comune per far capire ai ragazzi delle scuole chi sono i “Giusti tra le Nazioni” e per celebrare coloro che, non ebrei, in quegli anni bui di dittatura seppero e vollero agire in modo eroico, anche a rischio delle proprie vite, pur di potere salvare anche una sola vita dal genocidio chiamato Shoah. Tra questi la mostra ricorda chi, anche nel territorio pisano, scelse di offrire rifugio e aiuto per la fuga a chi veniva perseguitato, compiendo atti di estremo coraggio. A Pisa, a ricevere il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni”, ricordiamo Angelo De Fiore, prima Vicequestore a Roma e poi Questore a Pisa, che aiutò cittadini ebrei a sottrarsi all’arresto e alla deportazione, intervenendo con azioni di protezione e di aiuto; la famiglia Cipolli, una famiglia di mezzadri di Casciavola, che nascose e dette rifugio, nel podere in cui abitava, a numerose famiglie ebree, consentendo loro di sottrarsi all’arresto. Sono solo alcuni degli esempi dei 794 italiani che hanno ricevuto il riconoscimento di “Giusti” per aver scelto di mettere a repentaglio la propria vita pur di non rimanere indifferente di fronte alle ingiustizie e atrocità a cui vennero destinate famiglie, vicini di casa, colleghi, compagni di scuola. Quelle dei “Giusti” sono storie di coraggio e di umanità fatte da persone normali, che ci insegnano come, anche nei momenti più bui, è sempre possibile scegliere di lavorare per il bene e mantenere vivo il seme della speranza.
In questi ultimi anni, Pisa ha fatto grandi passi in avanti nel percorso di riconoscimento collettivo dei fatti accaduti. A partire dal 2018, in occasione degli 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, firmate dal sovrano proprio nella nostra città, che rappresentarono la motivazione legale per compiere in Italia tutte le atrocità possibili. In questi anni abbiamo dedicato l’area a verde nella quale ci troviamo a Raffaello Menasci, medico pediatra e libero docente dell’Università di Pisa, arrestato a Roma nel 1943 nella retata del ghetto e quindi deportato, insieme a tutta la sua famiglia, nel campo di sterminio di Auschwitz e poi morto a Varsavia il 29 febbraio 1944. Qui in suo onore piantammo il melograno che nella cultura ebraica rappresenta i valori di onestà, correttezza e giustizia. Mentre sull’Aurelia, la rotonda all’ingresso del parco di San Rossore, dove vennero firmate le leggi razziali, l’abbiamo intitolata alla memoria della giovane Anna Frank. Non abbiamo poi mancato di sensibilizzare il mondo della scuola su queste tematiche, consapevoli dell’importanza che ha condividere con i più giovani anche i fatti più drammatici della nostra storia. Abbiamo accolto testimoni di quella tragedia. La senatrice Liliana Segre è una nostra cittadina onoraria.
Sono tutti momenti di condivisione della memoria che ogni anno come comunità cittadina abbiamo il dovere di rinnovare, in un continuo passaggio di testimone di anno in anno, di generazione in generazione, perché la memoria collettiva ha bisogno di essere coltivata, studiata, approfondita, conosciuta e condivisa da tutti, per impedire che venga cancellata e per continuare a farla vivere, a parlare e a guidare le nuove generazioni. Dunque, da qui oggi, nella Giornata della Memoria, vogliamo lanciare ai ragazzi di tutte le scuole e a tutti noi il messaggio di quanto sia fondamentale continuare a ricordare e studiare la storia e il nostro passato, perché rappresentano la chiave per imparare a non abbassare mai la guardia, ancor più in un momento come quello che stiamo vivendo oggi, afflitto da scenari di guerre e tensioni internazionali, per poter invece continuare a guardare con fiducia ad un futuro giusto, che dobbiamo costruire tutti insieme”.