Era il 17 settembre 1976 ed era in atto il Convegno dell’Arcidiocesi di Pisa sull’Evangelizzazione e Promozione Umana; durante i lavori della sessione dedicata ai mezzi di comunicazione sociale Pier Luigi Maffei intervenne per parlare di una iniziativa che avrebbe potuto dare un contributo alla comunità pisana, ipotizzando di fare una radio libera, che avrebbe potuto far vivere momenti di studio, di creatività, di ricerca ed attività nella preparazione e nel mandare in onda trasmissioni di vario genere, in primis anche problemi sociali.

Da qui la decisione di procedere nella ricerca delle condizioni per dar vita ad una radio locale che potesse consentire di dialogare via etere, tra persone che trasmettono e ascoltatori che avrebbero potuto prendere a loro volta la parola via telefono, intervenendo in diretta, in trasmissione.

L’idea trovò consenso.

Pochi giorni dopo il Convegno ci fu un incontro con l’Arcivescovo di Pisa, Mons. Benvenuto Matteucci il quale riconobbe l’importanza di dotare la comunità cattolica pisana di una radio e disse che avrebbe cercato le condizioni per poter realizzare il progetto. L’Arcivescovo trasse il convincimento dell’importanza di avere una radio che consentisse una partecipazione attiva per tendere ad una cultura della comunicazione, per mezzo della quale far emergere, pur nella varietà dei contenuti e nel rispetto della esigenza di avere un ampio ascolto, che si trattava di una emittente di ispirazione cattolica che intendeva dare testimonianza di coerenza ai principi ispiratori.

E mentre si attendeva che si creassero le condizioni per iniziare le attività, si costituì un gruppo di lavoro e prevalse la linea di fare una radio capace, pur senza le immagini a supporto della parola e della musica, di affrontare le varie tematiche, cercando di stimolare la fantasia di chi ascolta, fino a poter far “vedere” il fatto descritto con l’immaginazione, anche nei brevi periodi di tempo, come quando in automobile ci si sposta da un punto all’altro della città.
Sulla scelta del nome da dare ad una radio che avrebbe dovuto essere punto di incontro di persone interessate a comunicare via etere, fu avanzata e accettata la proposta di chiamarla Radio Incontro.

Per la sede il Prof. Angiolo Equi Pierazzini, Presidente dell’Opera Giuseppe Toniolo, con il consenso dell’Arcivescovo, si adoperò perché fosse stilato un atto per ospitare la struttura radiofonica nella soffitta della Sede di Piazza Toniolo, sede dell’Opera Toniolo. Una sede prestigiosa che vedrà, negli anni a seguire, uno dei momenti più significativi: la visita di Sua Santità Giovanni Paolo II.

Nonostante la finalità fosse ben chiara già nello Statuto della Società Cooperativa, giorno dopo giorno, qualche nottata compresa, a contatto con tante persone valide ed impegnate, si giunse a quella che Mons. Burgalassi definì “una eccezionale esperienza di longevità del volontariato”. Il valore di ogni iniziativa è del resto legato all’utilità che ne deriva a tutte le componenti in gioco. Nel caso della radio si può dire che l’utilità è evidente in varie forme e modi. C’è chi in Radio Incontro ha imparato a fare radio, ci sono coloro che nell’ascoltarla hanno contribuito a farla crescere con critiche costruttive, formandosi una cultura della comunicazione e quindi una capacità di giudizio nei confronti di tutti i mass media; c’è chi ha scelto di sostenere economicamente questo tipo di iniziative che richiedono straordinari finanziamenti una tantum e comportano una elevato costo mensile di esercizio per una attività complessa sul piano organizzativo, economico, gestionale, funzionale e tecnico.
Al contempo, nel rapportare utilità a costi da sostenere, è evidente che una trasmissione come quella rivolta ai malati ha un valore inestimabile, per la capacità di soddisfare bisogni umani ad un costo assai contenuto. Così come di alto valore sono da considerare le trasmissioni volte a coloro che non potendo più frequentare le loro Parrocchie trovano nell’ascolto della radio, ma anche nell’interattività che essa riesce a produrre tramite chiamate messe in onda in diretta e risposte, un modo di continuare il loro cammino di fede. E’ questo il progetto che è stato reso possibile con il ponte radio voluto dal compianto Presidente Mons. Danilo Battaglini, che per anni ha trasmesso in diretta dalla Chiesa di San Pio X in Gagno, occasione, come disse Lui in una trasmissione, “per predicare dai tetti”.
In un quadro di completo volontariato con la caratteristica della massima libertà possibile, molte sono state le occasioni di critica, anche giusta. Il volontariato radiofonico presuppone, infatti, un grande coraggio da parte di chi è responsabile della emittente e un profondo credo religioso.
Tra gli scopi di Radio Incontro fu data molta importanza alla formazione di operatori capaci di portare nelle case una corretta informazione locale oltre che messaggi riguardanti problemi sociali.

Tanti professori, professionisti, lavoratori e studenti si sono trovati in Radio Incontro a parlare di palinsesti, di tecniche della comunicazione, di ripetitori.

E tanti sono stati i riconoscimenti positivi ricevuti; tra quelli più significativi e riferito alla coerenza di Radio Incontro ai principi cattolici, va ricordato quello del Governatore del Serra International del Club di Pisa, Pietro Pappalardo, che fu chiamato a raccontare la nostra esperienza di comunicazione a coloro che stavano percorrendo un cammino missionario caratterizzato dalla preghiera per le vocazioni di persone chiamate a sostenere, promuovere e proclamare l’annuncio del Vangelo nella società…”,
Il raggiungimento di questi obiettivi, all’interno di una finalità ispirata ai principi cristiani, rendeva veramente problematico preparare anche il palinsesto dei programmi, in quanto non c’era una conoscenza diretta di quanti e di chi stava in ascolto, non conoscendo quindi le abitudini e le aspettative. E negli incontri tra Soci e Collaboratori mettevamo in evidenza che chi si accingeva a programmare trasmissioni di lunga durata, avrebbe dovuto tener conto del fatto che molti ascoltano la radio per brevi periodi, mentre sono in auto o fanno un piccolo intervallo nello studio o nel lavoro. Da qui le attenzioni a prevedere trasmissioni che esprimessero concetti conclusi e brevi, con apertura e chiusura di un discorso, di un racconto. Così come importante era imparare a creare le condizioni affinché il parlato fosse incisivo e tale da far “vedere” quello di cui si informa, si parla, si discute o si dibatte. Nacquero così una serie di iniziative volte anche a trovare sigle e slogan come “pubblicità progresso”, con l’abbinamento di parole, musica, rumori di sottofondo, d’ambiente. E nacque “Radio Incontro per il Progresso”, una pubblicità che intendeva dare un contributo alla crescita di una cultura su temi di grande rilevanza sociale.
La Radio deve far anche “vedere” quello di cui si parla e non è facile. Per molti, Radio Incontro è stato uno strumento di informazione e formazione, ma anche occasione di conoscersi e svagarsi in allegria, di stimarsi, di innamorarsi e mettere su famiglia.
Per molti la radio è stata anche occasione per trovarsi presenti, direttamente per chi era in onda ed indirettamente per chi assisteva e ascoltava, nei luoghi più disparati, in situazioni anche del tutto eccezionali destinate a fare storia. Sono queste, del resto, le caratteristiche che a detta del Censis fanno sì che la radio sia tuttora la regina dei mass-media, con più di 35 milioni di italiani che l’ascoltano ogni giorno per almeno un quarto d’ora.
Tra le attività che comportò la nascita della Radio, da segnalare la partecipazione, per un certo periodo, alla vita dell’Unione Cooperative della Provincia di Pisa e successivamente, a Roma, alla costituzione del Consorzio Nazionale delle Radiotelevisioni Libere Locali – il CORALLO – che avrebbe dovuto accogliere le radio e tv libere di ispirazione cattolica. In quella sede, fu stabilito di iniziare a produrre un notiziario di informazione cattolica “Ecclesia”. Dalle esperienze del CORALLO sono derivati Radio inBlu e SAT 2000. Radio inBlu è un progetto nato nel 1998, e tutt’oggi in essere, per mantenere in vita e rafforzare realtà medie e piccole che avrebbero potuto rischiare di scomparire, impoverendo la vitalità culturale di molti centri abitati. Sat 2000 è una emittente nazionale satellitare che ha creato un network di emittenti diffuse su tutto il territorio italiano fornendo a quest’ultime una banca programmi vitale e originale.

L’evento più significativo, da ricordare con emozione e di cui si deve essere grati all’Arcivescovo di Pisa, Mons. Alessandro Plotti che lo rese possibile, è quello che si verificherò in occasione della visita a Pisa il 22-24 settembre 1989: la consegna nelle mani del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II di un’audiocassetta appositamente registrata, contenente la storia dell’attività di Radio Incontro a partire dal Convegno della Arcidiocesi di Pisa sul tema: Evangelizzazione e Promozione umana e comprendente una sintesi di trasmissioni che mettevano in evidenza il servizio che la radio aveva dato, stava dando e avrebbe dato a tanti, tantissimi tra operatori ed ascoltatori.
A seguito di tale consegna, pochi giorni dopo, il Segretario di Stato del Vaticano fece pervenire a Mons. Silvano Burgalassi una lettera nella quale era testualmente scritto: la visita pastorale del Papa a codesta Città ha offerto all’emittente RADIO INCONTRO l’opportunità di farGli omaggio di una registrazione, racchiusa in elegante custodia. Sua Santità mi incarica di far giungere a Lei e a tutti gli offerenti il Suo paterno ringraziamento per il premuroso pensiero, insieme con l’augurio di un generoso lavoro, diretto all’evoluzione umana e cristiana degli ascoltatori. A conferma di tali sentimenti ed auspici, il Sommo Pontefice invia alla Comunità di RADIO INCONTRO l’Apostolica Benedizione.