Pisa | Mostra Fotografica di Valerio Bispuri “Orfani” 23 ottobre-15 novembre 2026

Scritto da il 19 Ottobre 2026

Dal 23 ottobre al 15 novembre Palazzo Toniolo a Pisa ospita la prima mostra fotografica del progetto “Orfani” di Valerio Bispuri. Trentatré fotografie realizzate tra Pakistan, Bielorussia, Argentina e Zambia. Parte della mostra è allestita nella Casa Museo del Beato Toniolo, visitabile insieme all’esposizione.
Pisa, 19 ottobre 2026. Bambini senza uno o entrambi i genitori, bambini abbandonati, cresciuti negli istituti o per strada. Bambini con disabilità per i quali l’abbandono può significare una condizione ancora più profonda di isolamento e solitudine. Sono i protagonisti di “Orfani”, il progetto fotografico di Valerio Bispuri che per la prima volta diventa una mostra, ospitata dal 23 ottobre al 15 novembre 2026 a Palazzo Toniolo, a Pisa.
Il progetto era stato presentato nel 2024 al festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image di Perpignan, dove è arrivato in finale al Visa d’Or. A Pisa, per la prima volta, il lavoro prende la forma di una mostra: 33 fotografie provenienti da quattro continenti, dal Pakistan alla Bielorussia, dall’Argentina allo Zambia.
Un viaggio fotografico che riporta al centro dello sguardo una realtà che, almeno nel nostro Paese, è progressivamente diventata meno visibile. Gli orfanotrofi come li abbiamo conosciuti in passato hanno lasciato spazio a forme di accoglienza diverse e maggiormente attente alla dimensione familiare. Ma l’infanzia abbandonata non è scomparsa. E in molte parti del mondo essere orfani, vivere in condizioni di estrema povertà o avere una disabilità può significare ancora crescere ai margini, lontano dagli occhi degli altri.
È proprio contro questa invisibilità che lavora la fotografia di Bispuri.
Il progetto nasce da un lungo viaggio e dagli incontri che il fotografo ha avuto nel corso degli anni con bambini abbandonati. La sua ricerca lo ha portato in quattro Paesi molto lontani tra loro, accomunati però da una stessa condizione: bambini che crescono senza uno o entrambi i genitori e che devono cercare ogni giorno il proprio posto nel mondo.
In Pakistan, a Karachi, Bispuri entra, tra gli altri, a Dar-ul-Sukoon, la “casa della pace”, che accoglie bambini, adolescenti e adulti, molti dei quali con disabilità fisiche e mentali. In Bielorussia, a Begoml, incontra bambini che vivono fuori dal contesto familiare, molti dei quali hanno genitori ancora vivi, ma provengono da situazioni segnate dall’alcolismo, dalla povertà e da famiglie che non sono state in grado di proteggerli.
In Argentina, tra Moreno e Lomas de Zamora, Bispuri fotografa adolescenti e bambini arrivati nelle strutture di accoglienza dopo esperienze di abbandono, violenza e vita di strada. In Zambia, a Lusaka, incontra bambini orfani o abbandonati con disabilità fisiche e mentali e gli “street boys”, ragazzi che hanno vissuto per strada e ai quali i centri di accoglienza provano a restituire una possibilità di futuro.
Ma dentro questo viaggio ci sono soprattutto storie e incontri. Come quello con Igor, otto anni, in Bielorussia, che si avvicina a Bispuri e gli domanda: «Papi… ma tu torni?». Il fotografo non sa cosa rispondere. Ci sono i bambini con disabilità incontrati in Pakistan, alcuni legati con catene ai letti, e ci sono gli street boys di Lusaka, ragazzi che hanno conosciuto la strada e la fame, alcuni dei quali sniffavano colla per sopportarla, e che al Mthunzi Centre trovano un letto, cibo, scuola, musica, sport e soprattutto tempo per provare a ricominciare.
Sono frammenti di vite lontane tra loro che nelle fotografie diventano vicine. Bispuri non cerca categorie o definizioni: cerca persone. Volti, gesti, stanze, letti, giochi e soprattutto sguardi. La fotografia diventa così uno strumento di testimonianza e di memoria: non può cambiare da sola la vita di quei bambini, ma può renderli visibili e impedirci di voltare lo sguardo.
Secondo i dati riportati nel catalogo della mostra, nel mondo sono circa 140 milioni i bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori e 15 milioni quelli che hanno perso sia la madre sia il padre. Dietro questi numeri, Orfani sceglie però di cercare le singole storie e di restituire un volto e un’identità a chi rischia di rimanere soltanto parte di una statistica.
La mostra si inserisce nel percorso con cui la Fondazione Opera Giuseppe Toniolo sceglie di portare all’attenzione del pubblico, anche attraverso il linguaggio della fotografia, alcune grandi questioni sociali del nostro tempo. Dopo la mostra dello scorso anno dedicata alla condizione dei detenuti nelle carceri, ancora attraverso il lavoro di Valerio Bispuri, Palazzo Toniolo torna dunque a confrontarsi con una realtà spesso lontana dallo sguardo quotidiano: quella dell’infanzia abbandonata.
Al progetto fotografico è dedicato anche il volume “Orfani” di Valerio Bispuri, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, con prefazione di Roberto Saviano.
La mostra gode del patrocinio di UNICEF Italia, dell’Istituto degli Innocenti di Firenze e del Comune di Pisa e del sostegno di Fondazione Pisa, The Wide Factory e la cooperativa Impegno e Futuro.
ORFANI – Mostra fotografica di Valerio Bispuri
Palazzo Toniolo | Piazza Toniolo 4, Pisa
23 ottobre – 15 novembre 2026
Ingresso libero
Tutti i giorni dalle 16 alle 19
Sabato e domenica anche dalle 10 alle 13

Bio di Valerio Bispuri
Valerio Bispuri, fotoreporter romano, lavora dal 2001 a progetti di lungo periodo dedicati soprattutto alle persone e alle realtà ai margini. Ha raccontato le condizioni di vita nelle carceri del Sud America e italiane, la diffusione del paco in Sud America, la malattia mentale in Africa e in Italia e, con Orfani, l’infanzia abbandonata. I suoi reportage sono stati esposti e presentati in numerosi Paesi e più volte al festival internazionale di fotogiornalismo Visa pour l’Image di Perpignan, dove Orfani è arrivato nel 2024 in finale al Visa d’Or. Bispuri ha vinto numerosi e importanti premi internazionali di fotogiornalismo e lavora per le più importanti testate internazionali.

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La Fondazione Opera Giuseppe Toniolo istituita nel 1961 a Pisa ha sede nell’omonima piazza, nel palazzo dove il Beato Toniolo abitò dal suo arrivo in Toscana nel 1879, fino alla sua morte nel 1918. Le finalità della Fondazione sono di carattere culturale e formativo e sono rivolte in particolare a stimolare e approfondire il dibattito scientifico sui temi della Dottrina sociale della Chiesa in riferimento alle grandi questioni della società contemporanea.


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